Ossatura solida e nessun impegno europeo. La Lazio può sostituire l’Inter nel ruolo di anti-Juve per lo scudetto

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“La Lazio? Speriamo duri poco”. Parola di Maurizio Sarri, a caldo, dopo la vittoria sul Parma che consente ai bianconeri di allungare a +4 sull’Inter, fermatasi a Lecce. L’allenatore della Juventus sa che la squadra biancoceleste non è da sottovalutare: potenzialmente è a tre punti dalla capolista, dunque seconda, dato che il 5 febbraio dovrà giocare il recupero col Verona. Contro la Sampdoria, la Lazio di Simone Inzaghi ha centrato l’undicesima vittoria di fila e si candida a sostituire l’Inter nel ruolo di anti Juventus nella corsa allo scudetto.

Dal 2016, con l’ex attaccante in panchina, sono 352 i gol segnati in tutte le competizioni. Nessun allenatore, in questo lasso di tempo, ha fatto meglio. Un record. E ce ne sono altri due nel mirino: i 16 risultati utili consecutivi con la Lazio (siamo a 14, Delio Rossi si fermò a 15 nella stagione 2006-07). E poi i 17 successi consecutivi dell’Inter di Mancini (2006-07). Con Immobile, Luis Alberto, Milinkovic Savic e Acerbi in questo stato di grazia, nulla è impossibile. La storia del Leicester insegna.

Il vantaggio di non giocare in Europa

La Juventus, dopo otto scudetti di fila, non è sazia. Ma la voglia di vincere in Europa, dopo troppe finali perse, è tanta. Ecco perché da febbraio, quando ripartirà la Champions League, potrebbe disperdere energie nervose e fisiche per puntare al bersaglio grosso. L’Inter, retrocessa in Europa League dopo la fase a gironi, difficilmente snobberà la competizione se dovesse raggiungere senza complicazioni i quarti.

La Lazio, che dall’Europa League è uscita, ha quindi il vantaggio di poter preparare al meglio ogni singola giornata di Serie A. Senza dimenticare comunque, così come Juventus e Inter, la Coppa Italia. I biancocelesti sono campioni in carica, ai quarti incrocerà un Napoli allo sbando. Inzaghi è sensibile alla competizione, dato che è già l’allenatore con più titoli nella storia della Lazio: tre da tecnico e sette da giocatore. Su tutti, lo scudetto del 2000. Fare il bis in panchina lo renderebbe una leggenda.

Il Napoli in Coppa Italia, poi il derby

Sognare è legittimo, ma è indubbio che la prossima settimana dirà molto sulla forza del club. Domani il quarto di finale di Coppa Italia al San Paolo contro il Napoli. Domenica, invece, il derby con la Roma. Riflettori su Inzaghi e su come gestirà il doppio impegno. Difficilmente si assisterà a un turnover massiccio, anzi, i cambi rispetto alla partita con la Samp dovrebbero essere minimi. Dentro Luiz Felipe per Patric, dovrebbe tornare anche Lulic dopo aver scontato il turno di squalifica (gli lascerà spazio Jony).

Immobile da record, proiezione da 46 gol

Sempre più leader nella corsa alla Scarpa d’Oro, Ciro Immobile è sicuramente l’uomo copertina, insieme a Luis Alberto. Se lo spagnolo è secondo per assist in Europa solo a Kevin De Bruyne del Manchester City, l’ex Dortmund ha già segnato 23 reti in 19 partite. Il secondo di sempre nella storia della Serie A, alle spalle di Antonio Valentin Angelillo che in un girone di andata (1958-59) arrivò a realizzare 24 gol (chiudendo a 33). Se Immobile rispettasse la media realizzativa attuale arriverebbe a 46 gol. Nessuno, nella storia del nostro calcio, si è mai avvicinato a quei numeri: il record infatti è di 36, e porta la firma di Gonzalo Higuain col Napoli (2015-16).

La vittoria di Lotito: 1,6 mln a punto

C’è poi la figura di Claudio Lotito, che insieme a Igli Tare ha costruito e preservato una corazzata. Milinkovic-Savic e Luis Alberto sono due top player del nostro campionato, il fatto che siano alla Lazio da diverse stagioni non ha fatto altro che consolidare lo scheletro di una squadra che può contare sull’esperienza di Acerbi e Immobile.

Una spina dorsale di estrema qualità, costata pochissimo e tremendamente funzionale: tanto che Tare sembra essere tra i ds meno attivi in questa sessione di mercato. La rosa biancoceleste è al settimo posto della speciale classifica del rapporto punti fatti-soldi spesi. Ogni punto conquistato dalla Lazio è costato 1,6 milioni di euro. La distanza con la Juventus è notevole: ogni punto bianconero costa 6 milioni. Si scende a circa 3 nel caso dell’Inter.