Ibrahimovic, un altro indizio porta al Milan. “Ci vediamo presto in Italia in una squadra che deve vincere di nuovo”

Ibrahimovic in Italia

“Andrò in una squadra che deve vincere di nuovo, che deve rinnovare la propria storia, che è in cerca di una sfida contro tutti. Solo così riuscirò a trovare gli stimoli necessari per sorprendervi ancora…. Come calciatore non si tratta solo di scegliere una squadra, ci sono altri fattori che devono quadrare. Anche negli interessi della mia famiglia.. Ci vediamo presto in Italia“. Zlatan Ibrahimovic, uomo copertina della Christmas Issue di GQ Italia, ha parlato del proprio futuro, sempre più a tinte rossonere.

“Faccio ancora la differenza”

“Sono molto contento di aver fatto questa esperienza a Los Angeles (52 gol in 58 partite), anche perché dopo l’infortunio molti dicevano che non sarei più stato in grado di giocare, invece ho dimostrato che posso ancora fare la differenza. Ma dopo due anni ho detto basta. Qui a livello tecnico e tattico devono ancora crescere. Per correre, corrono, fisicamente sono delle bestie. Ma non sono abituati a giocare con i piedi, perché in tutti i loro sport tradizionali – baseball, football, basket- usano le mani”, racconta Ibrahimovic, sempre più vicino al ritorno in Italia e al Milan. Sembra ormai sbaragliata la concorrenza di Napoli e Bologna. A Milano firmerà un contratto di sei mesi con opzione di rinnovo per la prossima stagione: si parla di sei milioni di euro complessivi di ingaggio.

“Per battere il razzismo sconfitte a tavolino”

Sul problema del razzismo nel calcio, lo svedese ha le idee chiare: “Mettere la maglia ”No al razzismo” e sventolare la bandiera ”No al razzismo” è bello, ma non risolve il problema. Meglio togliere tre punti, sospendere la partita e perdere l’incasso, così rischi di andare in B. Devi essere severo, la gente non capisce fino a quando non paga le conseguenze. Quando ero in Italia mi gridavano ‘Zingaro!’. È razzismo anche quello, è ignoranza, anche se poi quando mi vedono fuori mi fanno i complimenti e vogliono farsi una foto con me”.