Slow Down, il segreto per vincere

NBA.com / John E. Sokolowski-USA TODAY Sports

Cosa differenzia i più grandi campioni della pallacanestro da tutti gli altri? La classe, certo, e molte altre caratteristiche, ma tra le più importanti la capacità di giocare a diverse velocità. L’essere in grado di controllare il tempo di gioco, il ritmo con cui si sviluppa l’azione, rallentarlo secondo necessità, è una delle preoccupazioni principali dei coach. Il vero segreto per vincere, secondo molti, decisi sostenitori dello ‘Slow Down’.

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Ultimo aggiornamento il 21 Ottobre 2019 22:44

La lezione più importante

Qualche anno fa era stato proprio Jason Kidd a fare outing in questo senso, rivelando la lezione più importante ricevuta nei suoi anni da cestista: “Slow Down”, ‘rallentare’. E questa è l’esperienza che l’ex campione NBA (nel 2011 con i Dallas Mavericks) – uno dei migliori playmaker di tutti i tempi, poi allenatore dei Brooklyn Nets e dei Milwaukee Bucks – trasmette ai suoi ragazzi.

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Sin dall’inizio uno dei suoi punti di forza era sempre stata la velocità, per cui perché avrebbe dovuto rinunciarci, racconta. Ma “guardando indietro, il mio errore era proprio quelo di avere una sola marcia. Quella veloce”, ammette ora. Gli ci vollero almeno un paio di anni per capire che il gioco ha un suo ritmo, e si deve lasciare che si sviluppi. “cercate di scalare la marcia e presto vi ritroverete a pensare: Wow, così è molto più facile!“, sono le sue parole oggi.

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Come muoversi sul campo da gioco

Guardando una qualsiasi partita di basket, sarà impossibile non notare il fatto che per la maggior parte del tempo in realtà i giocatori non vadano affatto veloci. Anzi, generalmente li si vede cambiare continuamente velocità, che siano in possesso di palla o meno, persino camminare. Perché sono le variazioni e non gli scatti – per quanto importanti – a fare la differenza. L’esser capaci di reagire a quel che accade, piuttosto che giocare e basta.

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L’arma segreta dei campioni

E per quanto incredibile possa sembrare a qualcuno, sono proprio le squadre più offensive a trarre il massimo vantaggio dallo ‘Slow Down’. Non a caso gli attacchi caratterizzati da una gestione della palla non frettolosa sono quelli che assicurano le migliori percentuali di tiro, anche nella preparazione dei tentativi dalla linea dei tre punti. Un possesso prolungato che molti allenatori pianificano attentamente, con esercizi specifici mirati ad aumentare la consapevolezza dei giocatori delle varie fasi di gioco.