Generazione di fenomeni, il momento d’oro del volley

generazione di fenomeni
Photo by Kazuhiro NOGI / AFP) (Photo credit should read KAZUHIRO NOGI/AFP/Getty Images

Quando il volley azzurro era sul tetto del mondo

L’addio di Julio Velasco ha inevitabilmente riaperto il cassetto della memoria. Quello che contiene i ricordi della migliore stagione pallavolistica italiana, passata alla storia come quella della ‘generazione di fenomeni’. Quando l’Italia di volley maschile vinse ben 3 Mondiali consecutivi, 1 Coppa del mondo, 8 World League, 4 Europei. In un’epoca compresa tra il 1989 e il 1998 gli azzurri toccarono e dominarono il tetto del mondo, guidati dall’allenatore argentino, poi da Bebeto e quindi da Anastasi. Ma chi furono i protagonisti?

Ultimo aggiornamento il 22 Agosto 2019 12:25

La generazione di fenomeni che portò l’Italia sul tetto del mondo

La generazione di fenomeni si formò proprio attorno a Julio Velasco, a partire dal 1989. Nella prima formazione, che porterà all’oro mondiale, ci sono Luca Cantagalli, Lorenzo Bernardi, Andrea Lucchetta, Andrea Zorzi, Paolo Tofoli, Andrea Gardini, Andrea Giani. Qualche anno dopo si unirà a loro Samuele Papi e il compianto Vigor Bovolenta. Vincere 3 mondiali consecutivi è un traguardo che nessuna società ha mai raggiunto, e porta l’Italia dritta dritta nella Volleyball Hall of Fame. L’Italia viene incoronata come ‘squadra del secolo’. Alle Olimpiadi di Atlanta del 1996 una cocente sconfitta fa guadagnare agli azzurri ‘solo’ l’argento.

Ultimo aggiornamento il 22 Agosto 2019 12:25

Nel 1998 l’hype cala. Julio Velasco è passato alla nazionale femminile, mentre Bebeto ha lasciato dopo il Mondiale del Giappone a causa di frizioni con la federazione. Alcuni dei giocatori più importanti si fermano, altri sono infortunati. L’escalation di successi viene arrestata, ma la leggenda di queste imprese rimane, e scolpisce i nomi di giocatori e allenatori nell’immaginario collettivo. Perché la generazione di fenomeni, termine coniato dal giornalista sportivo Jacopo Volpi rifacendosi alla celebre canzone degli Stadio, vanta non solo un primato unico al mondo, e un palmarès insuperabile. Ma anche il merito di aver portato la pallavolo nelle case degli italiani. Fino a prima del 1989, anno in cui gli azzurri portarono a casa la vittoria dell’Europeo, l’attenzione nei confronti di questo sport non era particolarmente alta. Tanto che, si narra, i giocatori di rientro da Stoccolma si stupirono del calore ricevuto una volta tornati in patria. La generazione di fenomeni ha più di ogni altra cosa avvicinato, affezionato l’Italia dello sport alla pallavolo, rendendola in pochi anni una delle discipline più praticate in assoluto. Un merito che, forse, vale più di mille medaglie.